“Non bere caffè d’orzo!”: attenzione, ecco cosa può contenere

Il caffè d’orzo è spesso considerato un’alternativa salutare al caffè tradizionale: privo di caffeina, dal sapore tostato e piacevole, è molto amato anche da chi vuole evitare eccitanti, donne in gravidanza e bambini. Ma ultimamente si fa sempre più strada una domanda che sta facendo riflettere i consumatori più attenti: il caffè d’orzo è davvero così innocuo? O nasconde qualcosa che non sappiamo?

In questo articolo analizziamo cosa può contenere il caffè d’orzo, quali rischi potenziali comporta e quali accortezze adottare per continuare a gustarlo in sicurezza.


Cos’è il caffè d’orzo?

Il caffè d’orzo è una bevanda ottenuta dalla tostatura e macinazione dell’orzo, un cereale molto diffuso e ricco di fibre. Viene preparato con la moka, con appositi filtri o in versione solubile, ed è una delle bevande più consumate nelle famiglie italiane come alternativa priva di caffeina.

Ma attenzione: naturale non significa automaticamente innocuo. Proprio il processo di tostatura, che dona alla bevanda il suo sapore caratteristico, può nascondere rischi potenziali per la salute, soprattutto se si esagera con le quantità o se non si presta attenzione alla qualità del prodotto.


Il sospetto: la presenza di acrilammide

Uno dei principali motivi di allarme riguarda una sostanza chiamata acrilammide. Si tratta di un composto chimico che si forma naturalmente durante la cottura ad alte temperature di alimenti ricchi di amido, come l’orzo, le patate o il pane.

Nel caso del caffè d’orzo, l’acrilammide si sviluppa durante la tostatura dei chicchi. Ed è proprio qui che sta il problema.

Perché è pericolosa?

L’acrilammide è stata classificata come probabile cancerogeno per l’uomo dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC). Studi su animali hanno mostrato effetti negativi a carico del sistema nervoso, del fegato e di altri organi, anche se i livelli di esposizione nell’essere umano sono molto inferiori.

L’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha comunque lanciato un’allerta sui livelli di acrilammide negli alimenti, raccomandando ai produttori di ridurli il più possibile.


Attenzione ai prodotti solubili

Se ami il caffè d’orzo solubile, potresti essere maggiormente esposto all’acrilammide, perché i processi industriali che portano alla creazione di questo tipo di prodotto implicano più fasi di trattamento ad alte temperature.

Inoltre, alcuni prodotti solubili possono contenere zuccheri aggiunti, aromi artificiali o additivi, che rendono la bevanda meno salutare rispetto alla versione macinata da preparare con la moka o con la macchina da caffè.


Altri contaminanti da considerare

Oltre all’acrilammide, il caffè d’orzo può contenere altre sostanze potenzialmente problematiche:

  • Micotossine: se l’orzo non è conservato correttamente, può sviluppare muffe che producono tossine nocive, come l’ocratossina A.
  • Pesticidi: orzo coltivato in modo intensivo e non biologico può essere contaminato da residui chimici utilizzati nei trattamenti fitosanitari.
  • Glutine: l’orzo è un cereale contenente glutine, quindi non è adatto a chi soffre di celiachia o sensibilità al glutine.

Quindi è da evitare?

No, non necessariamente. Il caffè d’orzo può essere consumato tranquillamente da chi non ha patologie specifiche, ma con alcune accortezze importanti:

1. Preferisci prodotti biologici

Scegliere caffè d’orzo proveniente da agricoltura biologica riduce il rischio di contaminazioni da pesticidi e micotossine.

2. Evita l’eccesso

Consumare caffè d’orzo una o due volte al giorno non comporta rischi significativi, ma esagerare può aumentare l’esposizione all’acrilammide. Come sempre, la moderazione è la chiave.

3. Leggi bene l’etichetta

Controlla la lista degli ingredienti: meno sono, meglio è. Evita le versioni aromatizzate, con zuccheri o additivi.

4. Meglio la versione da moka

Preparare il caffè d’orzo come una volta, con la moka o con l’infusione a caldo, permette di controllare meglio la qualità del prodotto ed evitare i trattamenti industriali tipici del solubile.


Alternative valide

Se vuoi limitare il consumo di caffè d’orzo o variarlo, ci sono altre bevande naturali e prive di caffeina che puoi alternare:

  • Cicoria tostata: dal sapore simile al caffè, ricca di inulina e benefica per l’intestino
  • Carcadè: infuso di ibisco, dal potere antiossidante e rinfrescante
  • Tisane a base di liquirizia, finocchio, malva o camomilla, per depurare e rilassare
  • Golden milk (latte alla curcuma): un mix speziato dal gusto avvolgente e dalle proprietà antinfiammatorie

Conclusione

Il caffè d’orzo è spesso considerato un’alternativa innocua e salutare al caffè tradizionale, ma può contenere sostanze da non sottovalutare, come l’acrilammide o residui chimici. Questo non significa che bisogna eliminarlo dalla dieta, ma è importante consumarlo con consapevolezza, leggere le etichette e privilegiare prodotti biologici e di qualità.

Come per ogni alimento, anche in questo caso la chiave sta nella qualità e nella moderazione. Un’abitudine consapevole può fare davvero la differenza per il tuo benessere.

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