Il tonno in scatola fa male al cuore? Ecco la verità

Il tonno in scatola è uno degli alimenti più presenti nelle dispense degli italiani. Pratico, gustoso e versatile, è perfetto per insalate, panini, primi piatti e spuntini proteici. Tuttavia, sempre più persone si chiedono: il tonno in scatola fa male al cuore? La risposta non è così semplice e merita un approfondimento. In questo articolo analizzeremo i benefici e i potenziali rischi di questo alimento molto diffuso.

I benefici del tonno in scatola per la salute del cuore

Partiamo con le buone notizie: il tonno, in sé, è un pesce ricco di acidi grassi omega-3, noti per i loro effetti positivi sull’apparato cardiovascolare. Gli omega-3 aiutano a:

  • Ridurre i livelli di trigliceridi nel sangue
  • Aumentare il colesterolo buono (HDL)
  • Abbassare la pressione arteriosa
  • Contrastare l’infiammazione sistemica

Tutti questi effetti, nel complesso, contribuiscono a proteggere il cuore e a prevenire malattie come infarti e ictus.

Inoltre, il tonno è una fonte eccellente di proteine ad alto valore biologico, fondamentali per la salute muscolare e per mantenere sotto controllo la massa grassa. È anche ricco di selenio, un minerale antiossidante che contribuisce alla protezione delle cellule dai danni ossidativi, incluso il tessuto cardiaco.

Il problema del sale e dell’olio

Se il tonno fresco è un vero alleato del cuore, il tonno in scatola va analizzato più attentamente. Il primo aspetto critico riguarda il contenuto di sale (sodio). Molte scatolette contengono quantità significative di sodio, usato come conservante e per insaporire il prodotto.

Un consumo eccessivo di sodio può:

  • Aumentare la pressione arteriosa, fattore di rischio primario per le malattie cardiovascolari
  • Favorire la ritenzione idrica
  • Sovraccaricare i reni e il sistema circolatorio

Chi soffre di ipertensione o ha familiarità con problemi cardiaci dovrebbe quindi preferire il tonno al naturale, con basso contenuto di sale o, meglio ancora, sciacquarlo leggermente sotto l’acqua per ridurre il contenuto di sodio.

Un altro elemento da valutare è l’olio in cui il tonno è conservato. In molte scatolette si utilizza olio di semi o olio di oliva, ma non sempre viene specificata la qualità. Se l’olio è di bassa qualità e ricco di grassi saturi o trans, potrebbe annullare i benefici degli omega-3 e contribuire a innalzare il colesterolo LDL (quello cattivo).

E il mercurio? Una questione da non sottovalutare

Un altro tema discusso quando si parla di tonno (sia fresco che in scatola) è il contenuto di metalli pesanti, in particolare il mercurio. I grandi pesci predatori come il tonno tendono ad accumulare mercurio nei loro tessuti, a causa della loro posizione nella catena alimentare marina.

Un’esposizione eccessiva al mercurio può:

  • Danneggiare il sistema nervoso
  • Influenzare la funzione cardiaca, soprattutto in soggetti vulnerabili
  • Aumentare lo stress ossidativo, potenzialmente dannoso per le arterie

Va comunque detto che le autorità sanitarie europee e italiane monitorano costantemente i livelli di mercurio negli alimenti, e le scatolette di tonno in commercio sono sottoposte a rigidi controlli.

Per limitare il rischio, è consigliabile:

  • Non consumare tonno in scatola tutti i giorni, ma 1-2 volte a settimana
  • Variare la dieta con altri tipi di pesce più piccoli (sardine, sgombri, alici)
  • Scegliere marche affidabili che specificano la provenienza del pesce

Il tonno in scatola fa ingrassare?

Una scatoletta di tonno sgocciolato da 100 grammi apporta in media 150-190 calorie, a seconda che sia al naturale o sott’olio. Quindi, se inserito con equilibrio in una dieta bilanciata, non fa ingrassare e può anzi essere un valido alleato per chi segue un regime alimentare ipocalorico.

L’importante è fare attenzione a non eccedere con i condimenti: aggiungere troppo olio, maionese o salse ricche di grassi può trasformare un piatto sano in un pasto eccessivamente calorico e dannoso per il cuore.

Come scegliere il tonno in scatola migliore per il cuore

Ecco alcuni consigli per scegliere un prodotto più sano e adatto a chi vuole prendersi cura del proprio cuore:

  • Preferisci tonno al naturale, possibilmente con poco sale
  • Se scegli il tonno sott’olio, verifica che sia olio extravergine di oliva di qualità
  • Leggi l’etichetta e controlla il contenuto di sodio (meglio se sotto i 300 mg per porzione)
  • Cerca le indicazioni sulla provenienza e sulle modalità di pesca sostenibili
  • Alterna il tonno con altri alimenti proteici come legumi, uova o pesci azzurri

Conclusioni

Quindi, il tonno in scatola fa male al cuore? La risposta è: dipende. Il tonno, per natura, è un pesce sano e ricco di nutrienti amici del cuore. Tuttavia, nella versione in scatola, alcuni aspetti come il contenuto di sale, la qualità dell’olio e la presenza di mercurio devono essere valutati con attenzione.

Se scelto con consapevolezza, consumato con moderazione e inserito in una dieta varia ed equilibrata, il tonno in scatola può essere un valido alleato per la salute del cuore. Come sempre, la chiave sta nell’equilibrio e nella qualità dei prodotti che portiamo in tavola.

Lascia un commento